Se una persona muore di attacco cardiaco e non è presente il defibrillatore il gestore dell’impianto rischia una condanna sia civile, sia penale per omicidio colposo.

Quello che i gestori non comprendono è che, se dovesse succedere qualcosa, rischiano una condanna penale.

Si continua a rimandare, pensando di avere ancora tempo davanti e forse sperando in una successiva proroga dei tempi. La verità, che il mondo sportivo fatica a comprendere, è che il “Decreto Balduzzi” è entrato in vigore ufficialmente il 1° luglio 2017 e che la presenza del defibrillatore non deve essere vista come un problema, ma come un’opportunità per salvare delle vite.

Tra gli impegni della società che ha in gestione l’impianto c’è anche la dislocazione nell’impianto sportivo di cartelli informativi, che indichino chiaramente la collocazione del defibrillatore, la stampa di opuscoli o la creazione di materiale video, sempre al fine di informare tutti coloro che lavorano e che frequentano l’impianto circa la presenza e la posizione esatta del defibrillatore.

Oltre a questo, il gestore ha l’obbligo di informare il 118 della posizione del defibrillatore e di comunicare i nomi delle persone formate al suo utilizzo. Infine deve essere identificato un referente che si accerti, a intervalli regolari, dello stato del defibrillatore.

Negli impianti “condivisi” da più società sportive, queste ultime possono aggregarsi e comprare il defibrillatore insieme, condividendo anche l’investimento sulla formazione, ma ovviamente nel momento in cui l’impianto passa in gestione a nuove società, il defibrillatore resta di proprietà della struttura. Così come se è una singola società di gestione ad acquistarlo, resta di proprietà della società stessa.


PROVIAMO A FARE CHIAREZZA

Se una persona muore di attacco cardiaco e non è presente il defibrillatore o manca la persona formata a utilizzarlo chi è il responsabile?

Il gestore dell’impianto è l’unico responsabile e rischia una condanna sia civile che penale per omicidio colposo.

Se una persona muore di attacco cardiaco e non è presente il defibrillatore o manca la persona formata a utilizzarlo, il gestore dell’impianto rischia una condanna per omicidio colposo?

Che cosa deve fare il gestore all’interno dell’impianto?

Deve esporre cartelli informativi che indichino chiaramente la collocazione del defibrillatore, informare tutti coloro che lavorano e che frequentano l’impianto circa la presenza e la posizione esatta del defibrillatore.

Quali altri obblighi ha il gestore?

Deve informare il 118 circa la posizione del defibrillatore e comunicare i nomi delle persone formate al suo utilizzo.

Chi deve accertarsi dello stato del defibrillatore?

Un referente identificato dal gestore che lo faccia periodicamente e a intervalli regolari, è anche possibile delegare un’azienda esterna ad effettuare verifiche funzionali sul defibrillatore in modo da certificarne il corretto funzionamento.

Negli impianti condivisi da più società sportive, quanti defibrillatori servono?

Basta un solo defibrillatore e le società possono acquistarlo insieme, condividendo anche l’investimento sulla formazione. Se è una singola società di gestione ad acquistarlo, resta di proprietà della stessa.

Che cosa insegna il corso BLSD (Supporto delle funzioni vitali di base e defibrillazione)?

Spiega come funziona il cuore, la circolazione sanguigna e che cosa succede quando si verifica un arresto cardiaco. Con l’ausilio di un defibrillatore trainer e un manichino vengono impartite le nozioni basilari del primo soccorso (massaggio cardiaco, rianimazione polmonare ecc.) e ovviamente l’utilizzo del defibrillatore stesso.

Come vengono identificate le persone preposte a imparare a utilizzare il DAE?

Su base volontaria.

La persona che ha frequentato il corso è obbligata a intervenire in caso di emergenza?

La legge è chiara a tale proposito: il “non sanitario” non è obbligato a intervenire. L’unico obbligo che ha qualsiasi cittadino è quello di chiamare i soccorsi.

Quali sono le cose più importante da imparare?

Affrontare eventuali emergenze con efficienza e tempestività, così come interpretare in modo corretto le indicazioni e i comandi che il defibrillatore impartisce all’utilizzatore e cogliere i possibili eventi anticipatori e i sintomi di un arresto cardiaco.